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«I Pensieri della notte, a vent’anni dalla prima uscita (1987), parlano ancora con la persuasività dei testi autenticamente poetici: questa è la loro forza. Sono grani di un rosario che, l’uno dopo l’altro, procedono a organizzare il racconto come un romanzo di riflessioni notturne intorno a una città, Napoli, dove non basta più la luce per vedere.

Con i Pensieri della notte, Rea non solo ritrova l’ispirazione del grande narratore, ma anche la consapevolezza del proprio talento, affrancandosi da certi tentativi di mimesi rispetto ai comitati centrali delle mode culturali e dell’assillo di compiacere la critica.

Quando furono pubblicati qualcuno, a ragione, parlò di un “miracolo”; oggi tornano come un antiinfiammatorio per la città dolente». Dal risvolto di copertina dell’edizione Dante & Descartes, 2006.

«Ma si vede che esiste un San Gennaro degli scrittori partenopei perché contro ogni logica, in barba a ogni scetticismo e impossibilità, questi Pensieri ribollono di innovazioni e tenerezze, d’ironica grazia, di estroso humor, di paziente saggezza, di calore, golosità, sensualità, napoletana disperazione e napoletana, indomabile noncuranza. Un miracolo». Carlo Fruttero, Franco Lucentini, 1987.